L’Etica nel Giornalismo

Una cosa importante da sapere sull’etica del Giornalismo è che tutti noi vogliamo vedere che le cose giuste avvengano sempre al momento giusto. Ma non è così. Il nostro ragionamento etico a volte è solo una reazione profonda o la sensazione che qualcosa sembra giusto oppure sbagliato. Tuttavia, ci si può allenare e prepararsi all´arrivo di questo tipo di evento, anche se non sappiamo come reagiremo. L’etica prende sempre una sua posizione naturale, proprio come succede in qualsiasi altra cosa nella vita. Dobbiamo prima di tutto sviluppare la nostra morale nel ragionamento. La nostra etica è influenzata da noi stessi, se abbiamo fame, se abbiamo poco tempo, se siamo attratti oppure se siamo rispettati da qualcuno. Parte del nostro codice morale evolutivo di solito è buono, invece, altri frammenti sono solo sepolti all´interno di noi stessi. Ci preoccupiamo se scopriamo altre persone comportarsi in modo non etico, ancor di più, se queste fanno parte del nostro ambiente di lavoro. Questo succede solamente quando abbiamo davvero bisogno di un vera e propria opportunità di lavoro per la nostra intesa con i nostri collaboratori, anche se nella vita siamo lussuriosi e obbedienti quando siamo altruisti oppure conservatori della nostra prospettiva e vogliamo distinguerci se abbiamo trovato una somiglianza in qualcuno che non riteniamo come esempio da prendere. Ci sono molti altri casi in cui la nostra etica può fallire. In effetti, degli studi fatti svelano che la nostra etica è poco affidabile. Ciò vuol dire che quando siamo risoluti a continuare e credere di poter contare fidandoci della nostra etica, abbiamo bisogno di fare molti ragionamenti prendendo decisioni di eticità. Esistono diversi metodi per aiutarci a decidere come affrontare un dilemma morale. La parte più importante quando si vuole usare un comportamento etico è il fatto di conoscersi molto bene. Si tratta di riconoscere le nostre migliori intenzioni e motivazioni, si tratta di considerare che tipo di persona vogliamo essere. Gli studi e le ricerche sostengono questo tipo di processi divisi in alcuni passaggi; tipo valutare la situazione e le possibilità delle azioni. Valutare i principi di giornalismo etico. Fare uso della nostra filosofia di vita e di come operiamo nel mondo. Valutare la lealtà coinvolta nel processo decisionale.

Adesso diamo un’occhiata ad una notizia che è divenuta un caso di studio a livello giornalistico: preparatavi perché questa vicenda potrebbe anche essere esplosiva. Sospettiamo che qualcuno in una Facoltà Universitaria si stia vendendo le soluzioni agli esami finali di matematica, risultati che negli atenei, alcuni iscritti sono molto volenterosi a pagare. Abbiamo sentito voci da varie fonti, e siamo quasi certi del fatto, ma dobbiamo ancora raccogliere informazioni sufficienti per ritenerci all’altezza di gestire in modo affidabile la nostra storia. Pensiamo che questo accade tra alcuni studenti degli istituti più importanti, molto probabilmente provenienti da famiglie facoltose oppure dalle mense sacre della malavita organizzata. Per costoro ricevere voti migliori è importante, soprattutto se consideriamo la loro possibilità di raggiungerle senza l’aiutino da casa. Insomma, la corruzione è molto più generosa della lealtà, per questo molti di loro escono nella società con qualifiche che non meritano. Abbiamo più volte provato a ottenere un’intervista con l’indagato e anche con qualcuno del suo ufficio ma non è stato possibile, appena venivano a conoscenza che siamo dei media, le porte si chiudevano. Però, la fine dell’anno scolastico si stava avvicinando. Sappiamo che usando l’inganno, cioè un comportamento non etico, non sarà un problema bloccare le transazioni della corruzione. Tutto ciò che dovremmo fare è chiamare il dipartimento di quella facoltà e domandare di parlare direttamente con l’amministratore di cui sospettiamo come venditore di soluzioni agli esami. Potremmo presentarci come un preside di una scuola, chiedendo informazioni di come i nostri studenti potrebbero superare gli esami di matematica finale, magari, facendo percorsi alternativi. Intraprendiamo una conversazione attinente alla nostra indagine chiaramente registrando tutto a sua insaputa. Una volta che l’avremo fatto parlare, sapremmo se le voci che corrono sono vere oppure no, e avremmo così la conferma del suo coinvolgimento.

Ma ci sono due problemi con questa tecnica del tutto non etica; L’etica del giornalismo impone di identificarsi durante una raccolta di notizie. Non è etico, e in certi casi è illegale registrare le conversazioni prive di presentazioni. Quindi cosa dovremmo fare? Bene, prima si valuta bene la situazione:

Sospettavamo che l’amministratore nel dipartimento si sia dedicato alla contaminazione della società a scopo di lucro, ma non abbiamo dettagli indiscutibili sulla questione, non abbastanza per gestire la storia, la fine dell’anno scolastico e gli esami erano sempre più vicini. Abbiamo cercato di ottenere informazioni usando i metodi convenzionalmente etici ma senza successo. Al fine di arrivare alla verità siamo stati obbligati a ricorrere all’inganno e ottenendo così la verità, in alternativa potevamo continuare screditando la nostra inchiesta e senza mai poterla provare.

Diamo un’occhiata ai principi del giornalismo etico: Verità, precisione, onestà, equità, obiettività, trasparenza, indipendenza, responsabilità e umanità. Possiamo vedere immediatamente che in questa situazione i nostri principi di giornalismo etico sono in contrasto tra loro. L’onestà, l’equità e la trasparenza, in particolare, sono in contrasto con le nostre circostanze. Vediamo ora la filosofia, molte persone non ci hanno mai pensato così tanto prima, come facciamo noi adesso. Credi in una filosofia religiosa, come si può fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te? Ogni religione ha un qualcosa di questa filosofia. Oppure forse credi che facciamo tutti parte di un solo modo di essere, e ciò che influenza uno di noi influisce su tutti? Forse vuoi lasciare vivere ai dei furfanti una bella vita solo perché la pagano in anticipo? Credi che la gentilezza si faccia uso solamente in atti casuali? Pensi alla tua filosofia personale, e a come operi nel mondo? Se passiamo un po’ di tempo a pensare chi siamo e  ciò che apprezziamo, il pensiero etico diventa parte di noi. I nostri principi sono come un veicolo, ma la nostra filosofia è come un GPS. Insieme ci portano alla persona e al giornalista che vogliamo essere. Ora la lealtà conflittuale è il momento in cui spesso ci sentiamo bloccati quando dobbiamo prendere decisioni etiche. Adesso elenchiamo tutte le lealtà che si applicherebbero in questo caso. Alcune che mi vengono in mente sono: Lealtà alla verità, lealtà all’onestà e lealtà verso l’interesse pubblico. Come abbiamo già discusso in precedenza, cosa ha più valore è ciò che ha diritto di sapere l’opinione pubblica. Se questa situazione continuasse, influenzerebbe il funzionamento della società? Certo, facendo molti più danni che il nostro inganno. Dobbiamo considerare La lealtà verso la nostra organizzazione, lealtà verso noi stessi. Dobbiamo essere sempre leali a noi stessi; alla persona / giornalista che vogliamo essere. Queste sono alcune delle lealtà che ci verrebbero in mente per prendere la nostra decisione. E potrebbe sembrare che siamo confusi, poiché, le nostre menti sono in conflitto. Quindi è qui che valutiamo una lealtà contro l’altra. Una decisione alla volta toglie l’emozione e rende la scelta molto più facile. Quindi, ogni volta che scegliamo una lealtà rispetto all’altra, dobbiamo prenderne nota. In questa situazione, saresti più leale alla verità o all’onestà? Alla verità o all’interesse pubblico? Alla verità o alla tua organizzazione? Alla verità oppure a te stesso? Spunta l’opzione accanto alla lealtà che hai scelto. In questa situazione preferiresti essere fedele all’onestà o all’interesse pubblico? Onestà o organizzazione? Onestà oppure te stesso? Saresti più fedele all’interesse pubblico o alla tua organizzazione? L’interesse pubblico oppure a te stesso? E infine, quale lealtà sceglieresti tra la tua organizzazione e te stesso? Le nostre principali lealtà sono ora evidenti, e questo ci aiuterà a prendere una decisione. Tuttavia, solo per confermare che siamo sul giusto percorso, dobbiamo porci alcune domande. È legale? Come mi sentirei se le mie azioni fossero pubblicate? Come mi sentirei se i miei figli lo sapessero? A volte, quando dei gruppi di persone sono intensamente coinvolti in un dovere comune, c’è un fenomeno noto come la dissolvenza e cecità etica. È importante uscire momentaneamente da quel quadro per fare questo rapido controllo della realtà. Quindi, la nostra decisione viene motivata dopo aver valutato i fattori e le possibili scelte, ricordando i principi del giornalismo, la nostra filosofia guida la nostra massima lealtà in questa situazione e considerando i nostri dubbi sappiamo che la decisione che abbiamo preso è stata attentamente riflessiva. È quindi una decisione con cui possiamo convivere. I principi giornalistici e la nostra filosofia diventeranno una nostra seconda natura, ma è sempre bene rivedere e ricordare a noi stessi che la lealtà può cambiare in varie situazioni. Più viene utilizzato questo processo, più diventa facile decidere. In questa situazione, considerando i principi e la lealtà giornalistica, è probabile che la verità sia di interesse pubblico e sarebbero anche prossimi ad una estremità sociale difficile da raggiungere altrimenti. Cosa significa questo per onestà e trasparenza? Se ciò dovesse accadere, certo non sarebbe l’ideale, ma forse è l’unico modo per ottenere informazioni, quindi dobbiamo essere onesti e trasparenti. Dobbiamo dire al pubblico che di solito ci identifichiamo per quello che siamo, ma in questo caso non lo abbiamo fatto. Quindi abbiamo potuto scoprire questa storia che ritenevamo fosse di enorme partecipazione per l’interesse pubblico. Né registriamo illegalmente le conversazioni telefoniche, ma ancora una volta, avevamo bisogno di prove prima di poter portare la situazione nell’arena pubblica. Il modo in cui otteniamo la storia è forse tanto importante quanto la vicenda stessa e il pubblico dovrebbe essere illuminato sul nostro processo. Quando si usa l’inganno come metodo per ottenere una verità, quello deve essere dichiarato e incorporato nel racconto della vicenda stessa. E la storia deve essere di pubblico interesse, affinché venga giustificato l’inganno. Diventare giornalista etico richiede qualche sforzo. Non è qualcosa che possiamo fare così tanto facilmente al volo. Il ragionamento morale è un’abilità che si sviluppa e diventa più facile con la pratica. È così che diventiamo giornalisti e persone, con integrità, credibilità e rispetto per noi stessi.

Maurizio Ortuso

Activism and Citizen Journalism Through Media  Susan Stos,  journalist and an ethics lecturer. University of the Witwatersrand

HO SCRITTO UN LIBRO DURANTE LA PANDEMIA

HO SCRITTO UN LIBRO DURANTE LA PANDEMIA

Maurizio Ortuso

C’è un’unica soluzione della felicità; decidere molto semplicemente di essere felici!
Anziché, farci assalire dalle condizioni di cui non né siamo neanche vittime, ma che però, insistiamo e anche senza scrupoli, pur di concretizzare ciò che pretendiamo dalle nostre abitudini. La felicità umana è come un bel quadro, che brilla di smaglianti colori ma è leggero, perché è composto solamente da effetti straordinari di un pennello, che nella vita naturale di un artista sono poi le goccioline della preoccupazione effimera del maestro stesso. Quando avremo imparato, tutti quanti, a dare accoglienza alle brutte cose con la stessa gratificazione con cui siamo bendisposti ad osservare un’opera d’arte, allora, avremo dato vita ad un altro evento naturale, poiché, le brutte esperienze distruggono i germi dell’animo, gli effetti colorati, invece, ci ricordano la gioia interiore della spiritualità, qualsiasi essa sia, allora, si sarà felici. E in seguito la vita ci progetterà uno stato d’animo, come se volessimo a tutti i costi nascondere sempre più noi stessi. Nella maggioranza dei casi è accentuato, questo, da parte della paura e dal dispiacere. Vorremmo essere sufficientemente forti da non piangere, potremmo persino essere incapaci di giudicare noi stessi. Manteniamo alto il nostro isolamento affinché quello che non ci piace non possa toccarci, oppure consumarci, neanche certe azioni devono poterci ferire, stiamo chiusi con noi stessi affinché le cose che non amiamo non possano sorprenderci. Bisognerà fare attenzione alle convergenze della vita, non sono mai dovute al puro caso. Le persone buone risponderanno alle nostre esigenze proprio attraverso il loro altruismo, affinché, noi possiamo trovare indizi per scoprire una soluzione al nostro dilemma. Saremo felici solo quando presteremo attenzione a ciò che avviene intorno a noi, non solo agli eventi, ma anche alle parole che vengono pronunciate. Parole che potrebbero arrivare da un amico, da un lavativo come me, dalla televisione o perfino da un portale sociale, di cui ultimamente ne siamo tutti accaniti frequentatori.

estratto da HO SCRITTO UN LIBRO DURANTE LA PANDEMIA di maurizio ortuso

se lo sapevo non nascevo di Maurizio Ortuso

Il periodo più bello della mia vita fu quando ero nel grembo di mia madre, lì stavo davvero bene. Mangiavo a sbafo, non mi disturbava nessuno, non dovevo lavorare, mi sentivo al sicuro e mi facevo delle lunghe dormite senza essere infastidito. Solo ogni tanto mio padre insisteva nello spingermi più in dentro, fortunatamente le sue torture duravano solo pochi minuti. Il giorno più brutto fu quando mia madre decise di buttarmi fuori e mi fece passare le pene dell’inferno, mio padre non c’era poiché era andato allo stadio a vedere la partita. I soldi per farmi nascere in una clinica privata com’è successo al Principe di Monaco non li avevano. Perciò come primo incontro ebbi la sfortuna di trovarmi davanti a me un’ostetrica alquanto isterica, solo nel vederla mi misi a strillare e lei presa dal panico cominciò a sculacciarmi a più non posso. Fu un travaglio quel giorno che non vi dico, dalla fretta di buttarmi fuori mia madre non mi fece neanche lavare prima di uscire, mi scagliò nella vita tutto sporco e inzuppato di non so quale strano fluido, senza chiedermi se volevo nascere. Fin dai primi giorni avevo capito che ero nato nel periodo sbagliato e nel luogo meno adatto. Mi disperavo e quando strillavo per farmi notare mia madre tempestivamente mi stringeva al suo petto rifilandomi in bocca un capezzolo, e quello, in effetti, non mi dispiaceva, ma era l’unico sollievo a quei tempi. Per il resto non vi dico, quando la gente mi guardava, cominciava a ridermi in faccia e a fare strani gesti, alcuni mi scattavano delle foto, altri cominciavano a sventolarmi in faccia strani pupazzi. Nella continua ricerca di dare un valore alla nostra vita spesso trascuriamo che il nostro modo di vivere non è per nulla ovvio e che debba per forza di cose avere un senso. Tuttavia il titolo di questo libro potrebbe sembrare tentatore e a qualcuno di voi troverebbe lecito persino pensare che io sia un folle e che abbia deciso in tarda età di scrivere un diario oppure una mia personale biografia. Me ne sono guardato bene, non solo perché tanto non v’interesserebbe, ma non sono mica così folle che vado a spifferarvi tutta la mia vita, oltretutto, quella che ho vissuto tutti i giorni. Ecco, perciò voglio premettere che il significato del titolo non ha niente a che vedere con un diario oppure un’autobiografia, tanto meno una protesta da parte mia, poiché con il tempo mi sono adattato a vivere in quest’epoca e ho cercato di osservare la vita che mi circondava dimenticando quel brutto incontro che feci il primo giorno in questa realtà con quell’isterica di ostetrica. Comunque il contenuto vuole raccontare senza tanta ironia che noi tutti i giorni ci alziamo a vivere una nuova vita e tutti i santi giorni pensiamo e facciamo qualche cosa per noi e per qualcun altro, ecco il vero titolo senza un sottointeso significato. L’errore che si fa tutti i giorni è di credere che la vita sia incapace di cambiare, che una volta presa una strada, sia quella obbligata da percorrere. Il destino invece ha molta più fantasia di quel mondo mediocre che ci circonda. Proprio quando crediamo di trovarci a vivere una vita senza via di speranza, quando raggiungiamo dentro di noi il picco massimo di disperazione, improvvisamente, molto velocemente con la stessa velocità del vento, tutto cambia, si stravolge, e da un momento all’altro e tutti i giorni può accadere che ci troviamo a vivere una nuova vita. Questo accade quando ascoltiamo dove ci porta il cuore e non le solite chiacchiere della gente sospettosa. Questo è quanto potrebbe capitare a noi tutti. Non rispondere agli appelli del nostro cuore, non fare nemmeno un cenno, vuol dire essere degli ingrati versi noi stessi, anziché, chi non ha nient’altro da fare oltre quello d’esaminare il nostro modo di vivere.

 

TI AMO MONDO Di Federica Ipsaro Passione

SPAGNA – ITALIA UN UNICO GRANDE CUORE

Lettera di un’italiana alla comunità spagnola

Di Federica Ipsaro Passione

<<SPAGNA – OGGI 3 aprile 2020

Scrivo queste righe come testimone per l’Italia e la Spagna, perché sono italiana ma residente a Barcellona da 6 anni, ma la mia famiglia è in Italia. Ci sono solo 10 punti / cose che voglio dire, molto semplici ed estremamente importanti. Prenditi il tempo di leggere …

1) Le regole del Governo e della Sanità mondiale (OMS) non sono imposte da un tiranno o da un governo militare, ma da un governo democratico che ha lasciato i cittadini liberi di seguire le regole senza dover puntare il fucile o sparare (vedere nelle Filippine). Queste regole sono NECESSARIE in modo che l’infezione non si diffonda e la salute possa far fronte all’emergenza. Se le regole non vengono rispettate, resteremo a casa fino alla fine dell’estate (minimo) ed il danno economico per TUTTI sarà insostenibile in quel momento.

Prima ne usciamo e prima torniamo a lavorare.

2) È molto importante che le informazioni vere e corrette siano prese dai siti web ufficiali del Governo, del comune di residenza e dell’OMS. Link a piè di pagina. Quello del comune: ognuno cerca il suo, indicherò quello di Barcellona per fare un esempio.

3) Ancora più importante è informare le persone con cui abbiamo contatti, senza vergogna, e chiedere loro di fare lo stesso.

4) Uscire a fare la spesa: sola persona per famiglia e non uscire OGNI GIORNO! Una volta alla settimana è più che sufficiente, non prendiamoci in giro!

5) Nessuno vuole rubare la nostra libertà, ma proteggerci.

6) Il virus attacca anche i giovani: in Italia ed in altri paesi muoiono come mosche. Coloro che riescono a salvarsi, dopo essere stati in TI (terapia intensiva) per circa 20 giorni, avranno seri problemi di salute per lungo tempo e saranno sempre a rischio a condizione che le loro difese immunitarie siano rafforzate … e per questo ci vuol tempo. Se pensi d’essere giovane e avrai fortuna, speriamo di si, pensa che anche non sarai in grado di tornare al tuo lavoro a causa delle complicazioni fisiche che soffrirai del virus, molto probabilmente. In certi casi no, ma in altri si: vuoi giocare alla roulette russa?!?

7) PER QUELLI CHE HANNO CANI: quando torni dalla passeggiata, non usare prodotti chimici per pulire le zampe dei tuoi amici pelosi, come la candeggina (anche se diluita): in Italia molte persone l’hanno fatto e hanno causato gravi ustioni, fino all’osso, perché sono prodotti corrosivi. Utilizzare salviettine igieniche per animali o sanitarie come quelle per bambini: se non le hai puoi immergere le zampette in una ciotola d’acqua e sapone e strofinarle bene con i guanti; quindi asciugarle.

8) I bambini, gli anziani e le persone con patologie diagnosticate sono a maggior rischio perché più deboli. Proteggili!

9) Anche quando il Governo affermerà che è stato superato il picco massimo dei contagi, non dobbiamo abbassare la guardia! Finché non esiste un vaccino (che richiede mesi e mesi di controlli sanitari per essere approvato dalle autorità competenti ed essere commercializzato), dobbiamo seguire le regole altrimenti torneremo al punto di partenza (vedi Cina, adesso è al secondo round).

10) PER AIUTARE, potresti condividere questo messaggio sui tuoi canali on-line, ma puoi anche stamparlo ed attaccarlo alle pareti nelle aree comuni del tuo condominio.

Governo: https://www.lamoncloa.gob.es/Paginas/index.aspx

CHI: https://www.who.int/es

Consiglio comunale di Barcellona: https://ajuntament.barcelona.cat/es/